# Addetti nella fabbricazione di macchinari e apparecchiature

A map of a former edition of the Atlas of Switzerland, the national atlas published by ETH Zurich. It opens only in the desktop atlas (version 4) for Windows and macOS, not in the web atlas; see the links below.

- Map: https://atlasderschweiz.ch/it/tema/addetti-nella-fabbricazione-di-macchinari-e-apparecchiature/
- Short title: Fabbricazione di macchinari e
apparecchiature: addetti
- Map id: 795
- Categories: Economia e Energia › Industria › Fabbricazione di macchinari e apparecchiature
- Keywords: Attività lavorativa, Economia, Industria, Lavoro
- Published: 2020-11-04
- Last revised: 2022-02-10
- Content language: Italian
- Other languages: [Deutsch](https://atlasderschweiz.ch/de/thema/beschaeftigte-in-der-maschinenbauindustrie.md), [Français](https://atlasderschweiz.ch/fr/theme/emplois-dans-la-construction-de-machine-et-equipements.md), [English](https://atlasderschweiz.ch/en/theme/jobs-in-the-manufacture-of-machinery-and-equipment.md)

## Description

In Svizzera la produzione di macchine esisteva già prima del 1800. Artigiani costruivano arcolai e telai oltre a ruote idrauliche con relativi sistemi di trasmissione e macchine da lavoro come macine, segatrici e pestelli. Nella Svizzera francese apparecchi simili venivano impiegati nella produzione orologiera. Per allestire le prime filande meccaniche nel 1800–01 si dovette ricorrere a tecnici inglesi e importare componenti essenziali al loro funzionamento. Poiché l'importazione di interi impianti e la loro gestione e manutenzione da parte di specialisti stranieri era estremamente costosa, alle filande venivano annesse officine meccaniche (ad es. Honegger, Rieter). Nel corso del tempo queste officine meccaniche costruivano in proprio macchinari o perlomeno singole componenti, copiando i modelli stranieri. In questo modo l'impresa si trasformò gradualmente in un'industria meccanica: la cifra d'affari del reparto per la costruzione di macchine salì, mentre la filatura perse importanza.

*Il passaggio alla produzione meccanica generica*
Ai suoi albori l'industria delle macchine impiegava oltre al metallo anche il legno, utilizzato per molte parti di macchine tessili, ma verso la metà del XIX secolo il ferro e l'acciaio assunsero un'importanza sempre maggiore. Poiché le ruote idrauliche con il loro basso rendimento spesso risultavano di qualità insufficiente, le aziende iniziarono a costruire turbine nel periodo tra il 1840 e il 1850 (Escher, Wyss & Cie.).
Verso la fine del XIX secolo nacquero nuovi comparti produttivi. Alle macchine a vapore si affiancarono le turbine a vapore, che venivano esportate principalmente per le centrali elettriche, ma anche per le navi (ad ess. Sulzer). Diverse imprese si dedicarono al miglioramento dei motori a combustione, ottenendo dopo il superamento delle difficoltà iniziali notevoli successi specialmente nel campo dei grandi motori diesel. Anche il settore automobilistico registrò successi iniziali: nel corso del primo decennio del XX secolo oltre a una serie di piccole fabbriche nacque anche un apposito reparto presso la Saurer, che presto si specializzò nella produzione di autocarri. Fino alla fine della prima guerra mondiale le esportazioni del ramo conobbero un fiorente sviluppo.

*L'ascesa a settore industriale trainante*
Un fattore di decisiva importanza fu però l'ascesa dell'Industria elettrica. Ancora prima della fine del secolo, l'industria meccanica svizzera era in grado di fornire l'intero equipaggiamento elettrico (tecniche legate alla corrente a bassa e ad alta tensione), dalle turbine ai generatori e ai trasformatori fino alle prese di corrente (Brown, Boveri & Cie., Meuron & Cuénod). Parallelamente sorsero aziende attive nella produzione di apparecchi elettrici che contribuirono al successo di questa fonte di energia.
La crescita esponenziale dell'industria meccanica a cavallo del 1900 si rifletté pure nelle statistiche sulla popolazione attiva e sul commercio estero, anche se le cifre registrate dal settore, che nel 1900 contava poco più di 35'000 dipendenti, erano ancora molto lontane da quelle raggiunte dall'edilizia e dall'industria tessile e dell'abbigliamento, ed erano inferiori persino a quelle dell'industria orologiera, alimentare e del legno. Un terzo circa della produzione era destinata all'estero, una quota modesta se paragonata ai livelli dell'industria tessile e inferiore anche a quelle delle industrie orologiera e alimentare.

*L'industria delle macchine come industria di esportazione*
Ancora prima della seconda guerra mondiale essa divenne la principale industria d'esportazione: più di due terzi della produzione varcavano ormai i confini nazionali. Negli anni 1930–40 inoltre sorpassò l'industria tessile e dell'abbigliamento anche sul piano occupazionale. Dopo la seconda guerra mondiale, non da ultimo la politica creditizia svizzera ha permesso all'industria meccanica di fornire grandi quantità per la ricostruzione europea. Nel decennio 1950–60 superò l'edilizia sul piano occupazionale e fino agli anni 1980–90 inoltrati rimase il principale datore di lavoro del settore secondario.
L'industria meccanica, considerata dagli anni 1970–80 un settore a rischio, ha sofferto molto durante le crisi del 1974–75, del 1982–83 e del 1991–93. L'approccio esitante nei confronti della microelettronica ha aggravato ulteriormente la situazione. Negli anni 1980–90 erano destinati all'estero i tre quarti circa della produzione. Dalla fine del XIX secolo, la Germania, la Francia e in misura leggermente inferiore l'Italia sono state quasi costantemente i principali acquirenti; nella seconda metà del XX secolo anche gli Stati Uniti sono diventati un mercato di sbocco di primaria importanza. Dopo aver raggiunto l'apice durante l'alta congiuntura degli anni 1950–60 e 1960–70, la quota svizzera sul mercato mondiale dei prodotti meccanici si è notevolmente ridotta: negli anni 1990–2000 essa ammontava al 2–3%, pari al settimo-decimo rango nella classifica dei Paesi produttori. Nel 2000 erano le branche tradizionali delle macchine tessili, delle macchine utensili e di quelle per la lavorazione della carta a rivestire l'importanza relativa maggiore su scala mondiale. Oggi, il settore meccanico non è comunque composto solamente da grandi aziende (più di 500 dipendenti): infatti le ditte piccole (20–100 impiegati) e medie (100–500) impiegano circa un terzo degli occupati nel settore.

## Sources

- HLS (2009): [Maschinenindustrie](https://hls-dhs-dss.ch/de/articles/013984/2009-12-08/)

## Data sources

- Atlas der Schweiz: Administrative Einheiten 1:1 Mio. (Gemeinden, Bezirke, Kantone)
- Atlas of Switzerland: [Administrative Einheiten 1:500.000 (Gemeinden, Bezirke, Kantone)](http://www.atlasderschweiz.ch/)
- ETH Zurich: [Atlas of Switzerland](https://www.atlasderschweiz.ch/)
- FSO (2020): [Statistik der Unternehmensstruktur](https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/industrie-dienstleistungen/erhebungen/statent.html)
- swisstopo [J160089] (2010): [Gemeindegrenzen GG25](https://shop.swisstopo.admin.ch/de/products/landscape/boundaries3D)
- swisstopo [J160089] (2010): [Landeskarte 1:500.000](https://shop.swisstopo.admin.ch/de/products/maps/national/lk500)

## Data owners

- [Ufficio federale di topografia (swisstopo)](http://www.swisstopo.admin.ch/)
- [Atlante della Svizzera (AdS)](http://www.atlasderschweiz.ch/)
- [Ufficio federale di statistica (UST)](https://www.bfs.admin.ch/)

## Citation

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> Atlante della Svizzera (2022): Addetti nella fabbricazione di macchinari e apparecchiature. ETH Zürich. Dati cartografici © swisstopo, AdS, UST. https://atlasderschweiz.ch/it/tema/addetti-nella-fabbricazione-di-macchinari-e-apparecchiature/

## Links

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- [Maggiori imprese industriali, commerciali e di servizi](https://atlasderschweiz.ch/it/tema/maggiori-imprese-industriali-commerciali-e-di-servizi.md) (id 526, former edition, desktop atlas only)
- [Unità locali nella fabbricazione di macchinari e
apparecchiature](https://atlasderschweiz.ch/it/tema/unita-locali-nella-fabbricazione-di-macchinari-eapparecchiature.md) (id 796, former edition, desktop atlas only)

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