Andamento dell'urbanizzazione nelle grandi città in Svizzera

Andamento dell'urbanizzazione nelle grandi città in Svizzera

L'evoluzione degli insediamenti nel XIX e XX secolo fu caratterizzata inizialmente da una progressiva urbanizzazione, prodotta dall'industrializzazione e dal conseguente esodo rurale, cui fece seguito un processo inverso di ritorno alla campagna ("rurbanizzazione"); dai due fenomeni risultò un notevole aumento delle superfici edificate, categoria che comprende sia gli edifici sia l'intera rete delle vie di comunicazione.

La prima fase fu contrassegnata da una rapida crescita – in pochi decenni – di centri urbani già esistenti (Baden, Winterthur, La Chaux-de-Fonds ecc.), che acquisirono nuove funzioni, e dalla nascita di nuove città, legate principalmente alle attività industriali (Le Locle). Nel XIX secolo sorsero quartieri residenziali che permettevano agli operai di raggiungere le fabbriche a piedi; solo l'introduzione dei mezzi di trasporto pubblici – tram a cavalli (a Ginevra nel 1862, a Bienne nel 1877) e poi elettrici (a Ginevra e Zurigo nel 1894, a Basilea nel 1895) – e il diffondersi della bicicletta (dal 1869) consentirono gradualmente di percorrere tragitti più lunghi. Il carattere fortemente decentralizzato dell'industria svizzera, evidente fin dagli inizi, non portò a particolari concentrazioni di pop., sebbene soprattutto sull'Altopiano si sia registrato un aumento costante della densità degli insediamenti.
La quota di popolazione svizzera che abitava in città passò dal 10% ca. di inizio XIX secolo al 17% ca. attorno al 1850 al 31 % all'inizio del secolo successivo; ciononostante, la realtà insediativa restava in gran parte contraddistinta da città e villaggi isolati e da regioni di insediamenti sparsi. Il processo di agglomerazione, prefigurato dalla fusione di Comuni realizzata a Zurigo nel 1893 e a Basilea nel 1907, favorì la creazione di una fitta rete di relazioni reciproche fra città e periferia (Agglomerato urbano). Nel XX secolo la popolazione urbana passò da uno a oltre quattro milioni di abitazioni, ossia dal 43% (1950) al 66% (2000) della popolazione globale.
Questa evoluzione interessò dapprima soprattutto le città di pianura e i villaggi industrializzati dell'Altopiano. Nelle regioni di montagna (Giura, Altopiano superiore, Alpi), l'iniziale stasi fu interrotta dall'arrivo del turismo, che favorì una crescita su vasta scala (primi alberghi a Zermatt nel 1838 e a Sankt Moritz nel 1852, Kursaal a Interlaken nel 1859).

All'inizio del XX secolo, e in misura ancora maggiore nella seconda metà del secolo, si affermò un movimento di ritorno alla campagna, promosso dal maggiore benessere, dalla crescente mobilità individuale e dal desiderio diffuso di una migliore qualità di vita. Questo processo di rurbanizzazione portò a un'espansione e a una rivalutazione degli insediamenti ubicati al di fuori degli agglomerati, ad esempio attraverso l'ammodernamento di vecchi edifici; rientra in questa evoluzione anche il ritorno alla montagna avvenuto in alcune regioni in relazione con il turismo (appartamenti di vacanza, case secondarie).

Dal 1972 la Statistica della superficie fornisce, in base a definizioni unitarie, dati affidabili sulla superficie abitata della Svizzera. Negli ultimi tre decenni del XX secolo la superficie abitata (vie di comunicazione comprese) è aumentata del 56% (4,3% dell'area totale nel 1972, 5,9% nel 1979/85, 6,7% nel 1992/97), passando da 1778 a 2781 km2, il che corrisponde alla superficie dell'intero cantone Uri.

Nel XXI secolo la superficie abitata continuava ad ampliarsi, seppur più lentamente. Tra il 1997 e il 2009, la superficie abitata è aumentata di nuovo del 9%. Per riuscire a dominare la dispersione delle costruzioni, la Confederazione esige una densificazione delle zone edificate già esistenti a livello di agglomerazioni.

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Data di pubblicazione

16 giugno 2016

Data dell'ultima modifica

24 novembre 2017