Bandite federali di caccia d'importanza nazionale (BC)
Categorie: Paesaggio e Territorio › Paesaggi/Habitat › Zone protette
Il XIX secolo deve essere considerato come l'epoca in cui la caccia ha raggiunto il suo minimo storico. Il cervo e lo stambecco erano già scomparsi, mentre il camoscio e il capriolo sono sopravvissuti in poche popolazioni residue. Benché le bandite fossero già state introdotte da alcuni Cantoni nel XVI e nel XII secolo, la loro affermazione reale è avvenuta soltanto successivamente all'entrata in vigore, nel 1875, della prima legge federale sulla caccia.
Solo ora siamo in grado di valutare realmente il ruolo svolto dalla protezione degli ungulati nelle zone delimitate ai fini dello sviluppo delle loro popolazioni. La crescita di queste ultime ha provocato la migrazione della selvaggina in eccesso verso i territori aperti alla caccia. In diversi Cantoni l'attività venatoria attinge ancora oggi da tali capi in eccedenza. La crescita delle popolazioni ha tuttavia i suoi inconvenienti: vi sono alcuni luoghi dove è stato registrato un forte aumento della selvaggina a danno dei boschi di protezione.
Inoltre, siamo confrontati con la minaccia d'estinzione alla quale sono esposti fra l'altro il gallo cedrone, la coturnice e il francolino di monte. Parallelamente alle misure di protezione di tali specie minacciate, la cui necessità cresce di giorno in giorno, risulta sempre più evidente che le bandite federali di caccia continueranno a svolgere un ruolo importante e da non sottovalutare e che avranno ancora ragione di esistere.
Fonti del testo
- BAFU/OFEV/UFAM/FOEN (2016): Eidgenössische Jagdbanngebiete. Bundesamt für Umwelt
Fonti dei dati
- FOEN (2009): Bundesinventar Jagdbanngebiete (JB)
Proprietari dei dati: Ufficio federale dell'ambiente (UFAM)
Data di pubblicazione:
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