In Svizzera ci sono pecore da quasi 7000 anni. Il loro periodo di massimo splendore nel nostro Paese è durato fino a metà del XX secolo. Quasi ogni contadino aveva un paio di pecore. D’inverno enormi greggi transumanti attraversavano tutto il Paese. Poi, il cotone e le fibre sintetiche, oltre a un cambio di abitudini in campo alimentare, ricreativo e abitativo, hanno soppiantato la lana e la carne di pecora, un tempo molto richieste.
Attualmente la pecora vive una sorta di rinascita: con il suo comportamento alimentare semplice contribuisce a tenere i terreni montani liberi da arbusti e piante, dando quindi un grosso contributo al mantenimento del nostro amato paesaggio. Anche il formaggio e la carne di pecora sono sempre più apprezzati dai consumatori. In Svizzera oggi vivono circa 400 000 pecore, più o meno quante 150 anni fa. Mentre a metà del XIX secolo, un pastore possedeva circa 5 pecore, oggi un gregge comprende in media 40 animali.
Le statistiche di Identitas registrano più di 318 000 pecore femmine e 76 000 arieti, con una forte prevalenza dunque delle femmine. La Federazione svizzera d’allevamento ovino riconosce dodici razze: Bianca alpina, Pecora da carne dalla testa bruna, Pecora alpina nero-bruna, Naso nero del Vallese, Charollais Suisse, Texel, Suffolk, Shropshire, Dorper White, Rouge de l’Ouest, Ile-de-France Suisse, Nolana. La maggior parte degli animali appartiene alle razze Bianca alpina, Pecora alpina nero-bruna oppure a incroci. Il numero più elevato di ovini è presente nel Cantone di Berna.
In Svizzera le pecore non vengono tenute in primo luogo per la lana, bensì per il latte e soprattutto per la carne. Secondo Proviande, statisticamente ogni Svizzero e ogni Svizzera mangiano un kg all’anno di carne di pecora e agnello. La produzione interna annuale ammontava a 4200 tonnellate nel 2019, alle quali si aggiungono circa 5200 tonnellate importate.
Società e Cultura, Animali domestici
Economia e Energia, Agricoltura, Animali da reddito
7 aprile 2021
7 aprile 2021
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