Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» (Iniziativa per la sostenibilità) (2026)

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Contesto

Alla fine del 2025 la Svizzera contava circa 9.1 milioni di abitanti. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002 la popolazione è aumentata di circa 1.7 milioni di persone. L’aumento è dovuto soprattutto all’immigrazione. Il numero di immigrati dipende principalmente dal mercato del lavoro. In tempi di prosperità economica, le imprese non trovano sufficiente personale in Svizzera. Le imprese, ma anche strutture pubbliche come ospedali e case di cura, si rivolgono spesso all’area dell’Unione europea per reperire la manodopera specializzata mancante.

L’iniziativa

’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» chiede di limitare la popolazione residente permanente nel nostro Paese, stabilendo che non possa superare i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Se la popolazione residente permanente superasse i 9.5 milioni di abitanti prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento dovrebbero adottare provvedimenti, in particolare nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare. Il Consiglio federale dovrebbe inoltre invocare le clausole d’eccezione o di salvaguardia previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica oppure negoziarne di nuove. Se venisse superato il limite di dieci milioni di persone, la Svizzera dovrebbe denunciare questi accordi e, dopo due anni, anche l’Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l’Unione europea. In tal caso cesserebbero di applicarsi pure gli altri Accordi bilaterali I. Anche la partecipazione della Svizzera agli Accordi dell’Unione europea di Schengen e Dublino verrebbe messa in discussione e con essa la stretta cooperazione nei settori della sicurezza e dell’asilo.

Contenuti dell'iniziativa

Contesto

Evoluzione demografica

Alla fine del 2025 vivevano in Svizzera a titolo permanente poco più di 9.1 milioni di persone. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002 la popolazione è cresciuta di circa 1.7 milioni di abitanti. L’80 per cento di questo aumento è dovuto all’immigrazione, in particolare a quella proveniente dagli Stati dell’UE/AELS. L’immigrazione apporta benefici all’economia, alla società e alle opere sociali. Una rapida crescita demografica comporta però anche nuove sfide.

Economia e società

Il numero di persone che immigrano nel nostro Paese dipende soprattutto dal mercato del lavoro. In tempi di prosperità economica le imprese non trovano abbastanza forza lavoro in Svizzera e assumono anche personale proveniente dall’estero. Grazie alla libera circolazione delle persone le imprese del settore privato, ma anche quelle del settore pubblico come ospedali e case di cura, possono assumere in modo semplice e rapido manodopera straniera proveniente dall’area UE/AELS. Questa possibilità ha anche ripercussioni economiche significative. Infatti dal 2002 la prestazione economica della Svizzera è aumentata del 24 per cento per abitante. A questo risultato ha contribuito anche la libera circolazione delle persone.

Assicurazioni sociali

I lavoratori provenienti dall’estero forniscono un apporto al finanziamento delle assicurazioni sociali che è complessivamente più elevato rispetto alle prestazioni di cui beneficiano. Sebbene nel settore dell’assicurazione per la disoccupazione riscuotano prestazioni superiori ai contributi da loro versati, per quanto concerne l’AVS, l’AI e l’indennità di perdita di guadagno i loro contributi superano invece di gran lunga le prestazioni ottenute.

Necessità di manodopera straniera

Anche in futuro le imprese svizzere e le strutture pubbliche come ospedali e case di cura dipenderanno dalla manodopera straniera per poter occupare i posti vacanti. Già oggi il numero di persone che va in pensione è superiore a quello delle nuove leve. Vi si aggiunge il fatto che il numero di persone anziane aumenta e con esso il fabbisogno di cure.

Le sfide legate alla crescita della popolazione

La crescita della popolazione fa aumentare la richiesta di alloggi. Per contrastare questa pressione il Consiglio federale promuove la costruzione di abitazioni a prezzi accessibili. Fa inoltre fronte alle sfide negli ambiti della pianificazione del territorio, dei trasporti, dell’energia o dell’ambiente con numerose misure, ad esempio potenziando la rete stradale e ferroviaria o rafforzando la protezione dell’ambiente.

Le richieste dell’iniziativa

fino al 2050 al massimo dieci milioni di abitanti

L’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» chiede di limitare la popolazione residente permanente in Svizzera in modo che non superi i dieci milioni di abitanti prima del 2050. I promotori dell’iniziativa vogliono limitare l’immigrazione per proteggere l’ambiente e per conservare in modo duraturo le basi naturali della vita, ma anche per preservare l’efficienza delle infrastrutture, dell’assistenza sanitaria e delle assicurazioni sociali. In caso di accettazione dell’iniziativa, la Confederazione e i Cantoni saranno tenuti ad adottare misure, in particolare qualora determinati valori limite fossero superati.

Misure a partire da 9,5 milioni di persone

Se prima del 2050 la popolazione residente permanente in Svizzera superasse i 9,5 milioni di abitanti, l’iniziativa prevede che:

  • il Consiglio federale e il Parlamento debbano intervenire in particolare nel settore dell’asilo e del ricongiungimento familiare. L’iniziativa non precisa quali altri provvedimenti adottare;
  • le persone ammesse provvisoriamente non possano più ottenere un permesso di dimora o di domicilio né altri diritti di permanenza e siano inoltre escluse dalla possibilità di acquisire la cittadinanza svizzera;
  • il Consiglio federale debba invocare le clausole d’eccezione o di salvaguardia previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica o negoziare nuove clausole di questo genere, oppure rinegoziare gli accordi in questione. Tra questi potrebbero esserci per esempio l’Accordo con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone, la Convenzione europea sui diritti dell’uomo, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati o la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo.

Secondo le proiezioni della Confederazione, il limite di 9.5 milioni sarà superato probabilmente nel 2031.

Misure a partire da dieci milioni di persone

Se la popolazione residente permanente superasse i dieci milioni di abitanti, l’iniziativa prevede che:

  • il Consiglio federale e il Parlamento debbano adottare tutti i provvedimenti a loro disposizione affinché il numero di abitanti torni a essere inferiore ai dieci milioni;
  • gli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica siano denunciati il prima possibile.

A partire dal 2050 il Consiglio federale può adeguare il limite di dieci milioni nella misura dell’incremento della popolazione dovuto a un’eventuale eccedenza delle nascite.

Denuncia della libera circolazione delle persone

Se due anni dopo il primo superamento della soglia dei dieci milioni di abitanti, la popolazione residente permanente dovesse continuare ad attestarsi sopra questo limite, l’Accordo con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone dovrà essere denunciato. La Svizzera potrebbe rinunciare alla denuncia se entro questo stesso termine sarà possibile negoziare o invocare clausole d’eccezione o di salvaguardia che permettano di assicurare il rispetto del limite dei dieci milioni.

Conseguenze dell’iniziativa

Limitazioni del mercato del lavoro

Se la Svizzera limitasse il numero di abitanti a dieci milioni, sarebbe difficile per le imprese del settore privato e di quello pubblico continuare ad assumere la manodopera necessaria. All’economia svizzera e alle strutture pubbliche come ospedali e case di cura verrebbe a mancare personale. La denuncia dell’Accordo sulla libera circolazione renderebbe più difficile l’assunzione di personale proveniente dall’area dell’UE/AELS. Anche per i cittadini svizzeri sarebbe più difficile lavorare in tali Paesi.

Fine degli Accordi bilaterali

L’Accordo sulla libera circolazione è connesso con gli altri Accordi bilaterali I: in caso di denuncia del primo, anche questi ultimi decadrebbero automaticamente. Questi Accordi concernono la riduzione di ostacoli tecnici al commercio, il trasporto terrestre e aereo, l’agricoltura e gli appalti pubblici. Per le imprese, ma anche per i contadini, il commercio con l’Unione europea diventerebbe più costoso e complicato. Studi dimostrano che la fine degli Accordi bilaterali I causerebbe all’economia svizzera perdite di ricavi dell’ordine di miliardi di franchi e la popolazione avrebbe meno denaro a disposizione.

Fine degli Accordi di Schengen/Dublino

La denuncia della libera circolazione delle persone metterebbe in discussione anche la partecipazione della Svizzera agli Accordi di Schengen e di Dublino sotto l’egida dell’Unione europea. La loro fine avrebbe gravi ripercussioni per il settore dell’asilo e per la sicurezza interna della Svizzera:

  • diversamente da oggi, la Svizzera dovrebbe svolgere procedure di asilo anche per i richiedenti che hanno già chiesto asilo nell’Unione europea e non potrebbe più trasferire queste persone in altri Stati europei. I richiedenti l’asilo la cui domanda sia stata respinta da uno Stato dell’Unione europea potrebbero inoltre presentare una nuova domanda in Svizzera. Per tale motivo probabilmente il numero di procedure di asilo nel nostro Paese aumenterebbe;
  • le autorità svizzere di polizia e di protezione dei confini non avrebbero più accesso alle banche dati europee in materia di sicurezza e di ricerca di persone, che sono oggi strumenti fondamentali per la sicurezza interna del Paese.

Nel settore dell’asilo e in quello della sicurezza interna come pure della protezione dei confini si dovrebbero prevedere maggiori risorse e spese supplementari dell’ordine di varie centinaia di milioni di franchi all’anno.

Indebolimento dei diritti dell’uomo

Se dovesse rinegoziare o denunciare accordi concernenti la protezione dei diritti dell’uomo, la Svizzera rischierebbe di compromettere la propria tradizione umanitaria e di ritrovarsi isolata sul piano internazionale con potenziali conseguenze negative per la reputazione internazionale e la credibilità del nostro Paese.

Risultati

L'iniziativa è stata rifiutata.

Partecipazione: 58.86 %
Percentuale dei sì: 45.21 %

Fonti del testo

Fonti dei dati

Proprietari dei dati: Ufficio federale di topografia (swisstopo), Atlante della Svizzera (AdS), Ufficio federale di statistica (UST)

Data di pubblicazione:

Data dell'ultima modifica:

Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» (Iniziativa per la sostenibilità) (2026)


Elementi di base


Sfondo

Iniziativa per la sostenibilità (2026)