Iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera» (2026)
Categorie: Stato e Politica › Votazioni › Politica estera
Contesto
Sancita dalla Costituzione federale dal 1848, la neutralità della Svizzera è riconosciuta a livello internazionale e garantita dal diritto internazionale. La Svizzera se ne avvale per tutelare la sua sicurezza, la sua indipendenza e la sua prosperità. È anche grazie alla neutralità che la Svizzera può inoltre offrire i suoi buoni uffici. Conformemente alla sua neutralità, la Svizzera collabora con altri Stati per rafforzare la propria sicurezza. Può inoltre adottare sanzioni, sostenendo così l’ordine internazionale. Per esempio, il nostro Paese ha adottato la maggior parte delle sanzioni decretate dall’UE nei confronti della Russia in seguito all’aggressione dell’Ucraina, avvenuta in violazione del diritto internazionale.
L’iniziativa
L’iniziativa chiede di adottare una prassi più restrittiva in materia di neutralità e di iscrivere nella Costituzione che la neutralità della Svizzera è permanente e armata. In base al testo dell’iniziativa la Svizzera non deve aderire ad alleanze militari o difensive e non deve collaborare con queste, salvo in caso di aggressione militare diretta o di atti preparatori in vista di una simile aggressione. Inoltre, l’iniziativa prevede che il nostro Paese non partecipi a scontri militari tra Stati terzi e non adotti sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, fatta eccezione per quelle delle Nazioni Unite (ONU) e per i provvedimenti volti a impedire l’elusione di sanzioni. Infine chiede che la Svizzera si avvalga della neutralità per offrire i propri buoni uffici in qualità di mediatrice.
Contenuti dell'iniziativa
Contesto
Neutralità Permanente e armata
Evolutasi sull’arco di più secoli, la neutralità svizzera è sancita nel diritto internazionale dal 1815 e nella Costituzione federale dal 1848. La neutralità della Svizzera è permanente e armata: ciò significa che la Svizzera rimane neutrale in tutte le guerre fra Stati e l’esercito difende il Paese e la sua neutralità.
La neutralità nella Costituzione
La Costituzione federale dispone già oggi che il Consiglio federale e il Parlamento adottino provvedimenti a tutela della neutralità della Svizzera. L’Esecutivo e il Legislativo si avvalgono della neutralità per salvaguardare gli interessi del Paese, in particolare per proteggerne la sicurezza, l’indipendenza e la prosperità.
La neutralità nel diritto internazionale
Il diritto della neutralità è parte del diritto internazionale. La neutralità della Svizzera fu riconosciuta al Congresso di Vienna e sancita nella pace di Parigi del 1815. Da allora, la Svizzera è soggetta ai diritti e ai doveri di uno Stato neutrale. Dal XIX secolo gli Stati hanno sviluppato una prassi che è poi stata codificata nelle Convenzioni dell’Aia del 1907. Queste stabiliscono come uno Stato neutrale debba comportarsi nei confronti di Stati belligeranti. In particolare, uno Stato neutrale non può partecipare a scontri armati tra altri Stati, non deve fornire sostegno militare alle parti belligeranti e non deve mettere il proprio territorio a disposizione di queste ultime. Entro il quadro fissato da queste regole, vi è un certo margine di manovra nell’applicare il principio di neutralità.
Aggressione a uno Stato neutrale
Se aggredito, lo Stato neutrale non è vincolato dal diritto della neutralità: ha quindi il diritto di difendersi e di concludere alleanze con altri Stati.
La neutralità nella prassi
Dalla fondazione dello Stato federale nel 1848, il Consiglio federale e il Parlamento si avvalgono della neutralità per salvaguardare gli interessi della Svizzera in materia di politica estera, di sicurezza ed economica. Questa prassi si attiene al diritto internazionale e garantisce alla Svizzera il margine di manovra di cui necessita per poter tutelare gli interessi del Paese in differenti contesti di politica estera. Come dimostrano periodici sondaggi, la neutralità raccoglie ampi consensi tra i cittadini svizzeri.
Neutralità e buoni uffici
Grazie alla sua neutralità, la Svizzera è spesso chiamata a mediare nei conflitti internazionali e a mettere a disposizione i suoi buoni uffici. Ne sono un esempio i colloqui internazionali che si tengono regolarmente a Ginevra.
La neutralità e la guerra contro l’Ucraina
Con l’aggressione della Russia all’Ucraina in violazione del diritto internazionale la situazione della sicurezza in Europa si è deteriorata. La Svizzera ha reagito a questo aggravamento rafforzando la cooperazione in materia di sicurezza con i suoi partner e adottando buona parte delle sanzioni disposte dall’UE contro la Russia. Queste sanzioni sono compatibili con la neutralità della Svizzera e mirano a garantire il rispetto del diritto internazionale. La Svizzera decide autonomamente quali sanzioni adottare e quali no.
Le critiche all’adozione delle sanzioni
I promotori dell’iniziativa sono dell’avviso che, adottando le sanzioni dell’UE, la Svizzera non si sia attenuta rigorosamente alla neutralità e sia diventata così una parte belligerante. Per questo motivo hanno presentato l’iniziativa.
Che cosa chiede l’iniziativa?
L’iniziativa prevede di iscrivere nella Costituzione un articolo che definisca in modo più restrittivo la neutralità. L’articolo in questione stabilisce che:
- la neutralità della Svizzera è permanente e armata;
- la Svizzera non può aderire ad alleanze militari o difensive;
- la collaborazione con tali alleanze è consentita solo in caso di aggressione militare diretta contro la Svizzera o in caso di atti preparatori in vista di una simile aggressione;
- la Svizzera non può partecipare a scontri militari tra Stati terzi;
- la Svizzera non può più adottare sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, fatta eccezione per le sanzioni dell’ONU;
- la Svizzera può adottare provvedimenti volti a impedire l’elusione delle sanzioni adottate da altri Stati;
- la Svizzera si avvale della neutralità per offrire i propri buoni uffici in qualità di mediatrice.
Le richieste principali sono già realtà
Buona parte delle richieste dell’iniziativa coincidono con gli obblighi legali di uno Stato neutrale e sono quindi già soddisfatte nella prassi attuale del nostro Paese:
- la neutralità della Svizzera è permanente, la sua neutralità è quindi già perpetua;
- in quanto Stato permanentemente neutrale, la Svizzera già oggi non aderisce ad alcuna alleanza militare o difensiva (p. es. la NATO);
- la Svizzera già oggi non prende parte a scontri militari tra Stati terzi;
- la Svizzera adotta già tutte le sanzioni dell’ONU; vi è tenuta in quanto Stato membro;
- la Svizzera attua già la richiesta del comitato promotore di avvalersi della propria neutralità per offrire i propri buoni uffici in qualità di mediatrice e per promuovere la pace.
Conseguenze dell’iniziativa
Introdurre nella Costituzione una definizione restrittiva della neutralità, come chiede l’iniziativa, limiterebbe il margine di manovra della Svizzera.
Capacità di difesa ridotte
Per rafforzare le proprie capacità di difesa, la Svizzera coopera oggi con alcuni Stati selezionati, in particolare con gli Stati confinanti. Si concerta con questi per l’acquisto di armamenti, scambia con loro informazioni e partecipa a esercitazioni comuni. Nel farlo, la Svizzera si attiene al diritto di neutralità. Non aderisce inoltre ad alcuna alleanza che comporti un obbligo di assistenza reciproca. L’iniziativa intende però limitare ulteriormente la cooperazione con alleanze militari o difensive. Questa sarebbe consentita soltanto in caso di aggressione militare diretta contro la Svizzera o in caso di atti preparatori in vista di una simile aggressione. Una limitazione della cooperazione in materia di sicurezza può inoltre indebolire l’industria svizzera degli armamenti.
Nessuna possibilità di scelta in materia di sanzioni
L’iniziativa intende inoltre vietare alla Svizzera di adottare sanzioni internazionali contro Stati belligeranti, ad eccezione di quelle dell’ONU. Per esempio, la Svizzera non potrebbe più applicare le sanzioni disposte dall’UE nei confronti della Russia a seguito dell’aggressione dell’Ucraina e potrebbe persino essere tenuta a revocare le sanzioni già in vigore. Avrebbe unicamente la possibilità di prendere provvedimenti volti a impedirne l’elusione attraverso la Svizzera. L’iniziativa non specifica tuttavia in cosa potrebbero consistere tali provvedimenti. Oggi il Consiglio federale decide caso per caso se adottare tutte le sanzioni internazionali, solo una parte di queste o non adottarne affatto, valutando il da farsi alla luce di considerazioni di politica estera, economiche e giuridiche. Nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina, la Svizzera non ha per esempio applicato il divieto di trasmissione imposto dall’UE a taluni organi di informazione russi. Il Consiglio federale è infatti dell’avviso che sia più efficace rispondere con i fatti a dichiarazioni fallaci e dannose, anziché vietarle.
Risultati
L'iniziativa è stata rifiutata.
Partecipazione: 47.06%
Percentuale dei sì: 29.85%
Fonti del testo
Fonti dei dati
- Atlas der Schweiz (2026): Atlas der Schweiz
- FSO: Abstimmung vom 27. September 2026
- Swisstopo (2026): swissBOUNDARIES3D
Proprietari dei dati: Ufficio federale di topografia (swisstopo), Atlante della Svizzera (AdS), Ufficio federale di statistica (UST)
Data di pubblicazione:
Data dell'ultima modifica: