Fondato nel 1914, il Parco nazionale svizzero è stata la prima e per molto tempo l'unica zona protetta in Svizzera. L'esigenza di proteggere i paesaggi d'importanza nazionale ha indotto a creare nel 1977 l'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP), completato successivamente in tre tappe. Una vera e propria spinta propulsiva è stata innescata con l'iniziativa di Rothenthurm. Con la revisione della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio imposta dall'approvazione di tale iniziativa nel 1987, la protezione della natura è stata rafforzata a tutti i livelli. Inoltre, tale revisione ha affidato alla Confederazione delle competenze sostanziali per la protezione dei biotopi d'importanza nazionale e di 88 zone palustri. Nel 2001, nel quadro di uno sforzo ancora più mirato nel settore della protezione delle specie, la protezione è stata ampliata con una serie di siti di riproduzione degli anfibi.
In seguito alla revisione della legge sulla caccia, avvenuta negli anni '90, sono stati poi creati altri due tipi di zone protette, le bandite federali e le riserve d'uccelli acquatici e migratori. Il programma «Grandi spazi protetti» è nato da una doppia presa di coscienza. Ci si è infatti resi conto, da un lato, che è necessario salvaguardare la diversità biologica e le pratiche agricole sostenibili e, dall'altro, che in Svizzera i parchi naturali coprono solo un'esigua percentuale della superficie complessiva del Paese. I primi esempi appartenenti a tale categoria sono la riserva della biosfera nella regione dell'Entlebuch e i due siti riconosciuti come Patrimonio naturale dell'UNESCO, ovvero la regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn e il Monte San Giorgio.
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11 maggio 2016
27 gennaio 2023
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