Dal 1797 la Francia perseguì nei confronti della Confederazione tre obiettivi politici e militari, inizialmente difficili da riconoscere, cercando in primo luogo di assicurarsi l'accesso all'Italia settentrionale attraverso i passi alpini, secondariamente di alimentare le casse di guerra e infine di sfruttare il potenziale militare svizzero per i propri scopi bellici. A causa delle aspre tensioni politiche e sociali, la Svizzera non riuscì né a trovare un accordo con i Francesi né a organizzare una resistenza.
Il piano a breve termine di Napoleone Bonaparte consisteva nell'istigare una rivoluzione nella Vecchia Confederazione, per poi sostenere le forze riformiste. A tale scopo si servì anche dei conflitti tra città e campagna che si diffondevano tra la popolazione.
Tra i primi passi compiuti dalla Francia per rovesciare la Vecchia Confederazione vi fu nel 1797 la separazione dei territori sottoposti alle Leghe e la loro annessione alla Repubblica Cisalpina.
Gli avvenimenti
Alla fine del 1797 le truppe franc. occuparono la parte meridionale del principato vescovile di Basilea, incluso nella neutralità confederale. La zona a nord era già stata annessa dal 1792.
All'inizio del 1798 le forze rivoluzionarie della Svizzera, insieme ai Francesi, dichiararono guerra alla Vecchia Confederazione
I Francesi invasero il Paese dopo lo scoppio della Rivoluzione elvetica nel Paese di Vaud e in seguito a una richiesta di aiuto da parte della Repubblica lemanica, proclamata il 24.1.1798. Le truppe bernesi si ritirarono senza combattere nella regione di Morat e Friburgo. Il rifiuto di Berna di lasciare salire al potere il cosiddetto partito delle riforme o della pace costituì il pretesto per il principale attacco francese.
Gli scontri ebbero inizio l'1.3.1798, proseguirono il giorno seguente nei pressi di Lengnau (BE), Grenchen e nel Ruhsel (bosco fra Alfermée e Twann), e terminarono con la capitolazione di Soletta. Nonostante l'abdicazione del governo bernese (4.3.), le truppe cantonale cercarono comunque di arrestare l'avanzata francese, subendo un primo rovescio sull'asse settentrionale presso Fraubrunnen e la sconfitta definitiva al Grauholz (5.3.). L'avanzata francese da sud, cominciata con la presa di Morat e Friburgo (2.3.) e interrotta dai Bernesi presso Neuenegg (5.3.), non ebbe un'influenza particolare sulla guerra. Lo stesso giorno, Berna a capitolata ufficialmente. In segno di trionfo, i Francesi ne saccheggiarono le casse dello Stato e introdussero un'imposta di guerra. Contemporaneamente venne attuata una sostanziale modifica delle strutture politiche ed economiche.
Dopo la proclamazione ad Aarau della Repubblica Elvetica il 12 aprile 1798, i cantoni Uri, Svitto, Nidvaldo, Glarona e Zugo decisero di difendere con le armi la propria sovranità e i territori sottoposti. Il 21 aprile 1798 i soldati elvetici diedero così inizio alla controffensiva. Le truppe della Confederazione attaccarono da tre lati le forze riformiste e la Francia occupante, riuscendo inizialmente a riconquistare Obvaldo, Rapperswil e la città di Lucerna. Quando però si mossero contro Aarau, Zurigo e Berna, il nuovo governo chiamò in aiuto le truppe francesi che stazionavano in Svizzera. Dalla città di Zurigo occupata fu condotta da parte dei Francesi una controffensiva in direzione di Svitto, attraverso Zugo, Lucerna e il Sattel. Zugo e Lucerna si arresero. Dopo la presa di Rapperswil e alcuni scontri presso Wollerau (30.4.), capitolarono anche i Glaronesi, alleati di Svitto. Sconfitti a Schindellegi (1.5.), gli Svittesi dovettero ritirarsi. Le vittorie ottenute presso Rothenturm e Morgarten (2.5.) non furono sufficienti a capovolgere una situazione disperata. Il 4.5.1798 la Landsgemeinde di Svitto abbandonò i combattimenti.
Un ultimo episodio dell'invasione franc. fu la rivolta dell'alto Vallese, che dopo alcuni successi iniziali, fallì nel maggio del 1798.
9 giugno 2020
4 dicembre 2023
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