Scenari di evoluzione demografica della Svizzera 2025-2055

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Evoluzione della popolazione totale

L’Ufficio federale di statistica (UST) elabora regolarmente degli «Scenari sull’evoluzione della popolazione della Svizzera». Questi scenari fungono da base decisionale e di pianificazione per la politica, l’economia e la società. Gli scenari demografici 2025–2055 rappresentano la nona serie di scenari elaborati dall’UST. Per questo periodo sono stati calcolati tre nuovi scenari di base. Lo scenario di riferimento è lo scenario A-00-2025, che si basa sulla continuazione delle tendenze osservate negli ultimi anni e combina ipotesi che prevedono una crescita demografica moderata. Lo scenario “alto” (B-00-2025) si basa su un insieme di ipotesi che favoriscono la crescita demografica, mentre lo scenario “basso” (C-00-2025) si basa su ipotesi meno favorevoli alla crescita demografica. Le ipotesi su cui si basano gli scenari sono contenute nel rapporto esplicativo «Scenari sull’evoluzione della popolazione della Svizzera e dei Cantoni» dell’UST (disponibile in tedesco e francese).

Fanno parte della popolazione residente permanente tutti i cittadini svizzeri con domicilio principale in Svizzera, i cittadini stranieri con un permesso di soggiorno o di domicilio, quelli con un permesso di soggiorno temporaneo per una durata cumulativa di almeno dodici mesi, nonché le persone nel processo d’asilo con una permanenza complessiva di almeno dodici mesi. Questa definizione garantisce la coerenza con la statistica della popolazione e delle economie domestiche (STATPOP) e rispetta le raccomandazioni internazionali.

Le principali conclusioni in sintesi

Le principali conclusioni di questa nuova serie di scenari possono essere riassunte come segue:

  • La popolazione della Svizzera dovrebbe aumentare nei prossimi 30 anni principalmente a causa dei movimenti migratori.
  • L’invecchiamento della popolazione progredirà, soprattutto tra il 2025 e il 2035.
  • La popolazione si concentrerà sempre di più nei Cantoni situati attorno alle agglomerazioni di Zurigo e Ginevra.

Secondo lo scenario di riferimento:

  • La popolazione residente permanente della Svizzera conterà nel 2025 circa 9,1 milioni di persone. Entro il 2035 dovrebbe crescere fino a quasi 9,8 milioni e superare i 10 milioni nel 2041. Nel 2055 raggiungerà presumibilmente circa 10,5 milioni.
  • Il gruppo di popolazione di età pari o superiore a 65 anni dovrebbe passare da 1,8 milioni nel 2025 a 2,2 milioni nel 2035 e a quasi 2,7 milioni nel 2055. La sua quota sulla popolazione totale salirà dal 19,9% nel 2025 al 25,5% nel 2055.
  • Nei Cantoni di Lucerna, San Gallo, Argovia, Turgovia, Ginevra e Vaud, la popolazione dovrebbe aumentare tra il 2025 e il 2055 di oltre il 20%, mentre la crescita media a livello nazionale sarà del 15%.

Contesto dei calcoli degli scenari:

I calcoli si basano su ipotesi riguardanti quattro fattori principali:

  • Fecondità
  • Mortalità
  • Movimenti migratori
  • Acquisizione della cittadinanza svizzera

Tutte le ipotesi e i loro effetti positivi, neutri o negativi sui quattro fattori principali sono riassunti a pagina 14 (T6) del rapporto «Scenari sull’evoluzione della popolazione della Svizzera e dei Cantoni 2025–2055» dell’UST.

Fecondità

In generale, il numero medio di figli per donna (definito come indicatore sintetico della fecondità) è in calo nella maggior parte dei Paesi europei. In Svizzera, era di 1,38 nel 2001. Negli anni successivi è aumentato costantemente, raggiungendo 1,52 nel 2010. Tra il 2010 e il 2018 ha oscillato tra 1,52 e 1,55, per poi diminuire rapidamente da 1,48 nel 2019 a 1,33 nel 2023. Solo nel 2021, a causa della pandemia di COVID-19, è risalito temporaneamente a 1,52. Nello stesso periodo l’età media delle madri al parto è aumentata da 30,0 a 32,4 anni. Lo scenario di riferimento presuppone un indicatore sintetico della fecondità stabile, quello alto una leggera crescita e quello basso un lieve calo. Vi sono differenze significative tra madri svizzere (indicatore sintetico della fecondità di 1,23 nel 2023) e madri straniere (indicatore sintetico della fecondità di 1,58 nel 2023).

Mortalità

Tra il 2001 e il 2011, il numero di decessi in Svizzera oscillava tra 60.000 e 63.000. Dal 2012 al 2019 il numero è aumentato in modo irregolare, attestandosi tra 64.000 e 68.000. Nel 2020, la pandemia di COVID-19 ha fatto salire i decessi a 76.000. Successivamente il numero di decessi è oscillato tra 71.000 e 74.000, raggiungendo quasi 72.000 nel 2023. Tra il 2001 e il 2019, l’aspettativa di vita alla nascita è aumentata da 77,4 a 81,9 anni per gli uomini e da 83,1 a 85,6 anni per le donne. Nel 2020 è però calata a causa del COVID: 81,0 per gli uomini e 85,1 per le donne. In seguito è rimasta stabile per gli uomini (81,6) e è oscillata per le donne (85,7–85,4), salendo di nuovo nel 2023 (82,2 per uomini, 85,8 per donne).

La pandemia ha quindi influito pesantemente sull’aspettativa di vita. Già in precedenza, epidemie influenzali e ondate di calore avevano causato un’evoluzione meno regolare dell’aspettativa di vita. L’evoluzione futura è molto incerta: l’aspettativa di vita potrebbe aumentare rapidamente o rimanere stabile. Per coprire tutte le possibilità, gli scenari considerano valori molto diversi per i primi anni delle proiezioni.

Movimenti migratori

Negli ultimi cinque anni, la pandemia e la guerra in Ucraina hanno avuto un forte impatto sulla migrazione in Svizzera. Al di là di questi eventi eccezionali, negli ultimi due decenni si è osservato un volume migratorio elevato, con immigrazioni altalenanti ma su alti livelli, ed emigrazioni in crescita costante. Ciò è dovuto, tra l’altro, alla situazione economica in Europa e al pensionamento di molti lavoratori immigrati alla fine del XX secolo.

Tutte le ipotesi prevedono che la Svizzera rimanga attrattiva per la sua situazione economica favorevole, la posizione centrale in Europa, l’alto tenore e qualità della vita e il sistema fiscale vantaggioso. Le aziende reclutano manodopera principalmente nello Spazio Economico Europeo (SEE). Il pensionamento della generazione dei baby boomer libera molti posti di lavoro, in parte occupati da lavoratori stranieri altamente qualificati e mobili, che restano solo pochi anni in Svizzera.Anche in altri Paesi europei, i baby boomer andranno in pensione tra il 2030 e il 2040, accentuando la concorrenza per lavoratori qualificati. Diventerà più difficile per la Svizzera attrarre personale dallo SEE. Il reclutamento da Paesi terzi è più complesso per motivi normativi. Pertanto, il saldo migratorio diminuirà dopo il 2030. Tuttavia, in tutti gli scenari, esso rimarrà positivo per l’intero periodo considerato.

Acquisizione della cittadinanza svizzera

Dal 1992 al 2006, il numero annuo di naturalizzazioni è aumentato da 11.000 a 47.000. In seguito, è oscillato tra 33.000 e 45.000, raggiungendo il massimo nel 2017, un anno prima dell’entrata in vigore della nuova Legge sulla cittadinanza (LCit), che ha reso più severe alcune condizioni. Nel 2023, 41.000 persone hanno acquisito la cittadinanza svizzera.

Il numero di naturalizzazioni dipende da tre fattori: il numero di persone aventi diritto, la loro disponibilità a richiedere la cittadinanza e la disponibilità delle autorità a concederla. Attualmente, oltre due milioni di stranieri vivono in Svizzera da abbastanza tempo da poter fare domanda. In tutti e tre gli scenari, la popolazione residente straniera aumenta grazie all’ immigrazione. Di conseguenza, aumenta anche il numero di persone potenzialmente naturalizzabili.

Secondo l’ipotesi di riferimento, le condizioni rigorose per ottenere la cittadinanza dissuadono molti dal presentare domanda. I cittadini dello SEE hanno minore interesse a ottenere il passaporto svizzero grazie agli accordi bilaterali, mentre tra coloro che provengono da Paesi terzi il desiderio è maggiore. Le loro domande mantengono elevato il numero delle naturalizzazioni.

Fonti del testo

Fonti dei dati

Proprietari dei dati: Ufficio federale di topografia (swisstopo), Atlante della Svizzera (AdS), Ufficio federale di statistica (UST)

Data di pubblicazione:

Data dell'ultima modifica:

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