Terremoti nel mondo: terremoti significanti

Terremoti nel mondo: terremoti significanti

I terremoti nascono da una improvvisa diminuzione dello sforzo lungo le fratture della crosta terrestre, innescata da un movimento relativo degli strati di roccia su entrambi i lati della frattura. L’energia sismica liberata si propaga attraverso la terra sotto forma di onde e provoca il tremore, che viene percepito come scossa.

Fotografia aerea della faglia di Sant’Andrea, California (USA) © Ian Kluft 2007

Terremoti significanti

I terremoti sono considerati come significanti secondo il NOAA (National Centres for Environmental Information) se viene sodisfatto almeno uno dei criteri seguenti: danni moderati (approssimativamente 1 milione di dollari o di più), almeno 10 vittime, magnitudo di grado 7.5 o superiore, intensità modificata di Mercalli di X o superiore, o se il terremoto ha causato uno tsunami.

Magnitudo dei terremoti

La prima scala di magnitudo fu sviluppata nel 1935 dal fisico e sismologo Charles Richter. Ancora oggi la grandezza di un terremoto è solitamente espressa in unità della scala Richter (magnitudo locale). Con il passare del tempo è tuttavia emerso che la scala Richter andava bene solo per terremoti che rientravano in una determinata fascia di magnitudo e di distanza. In presenza di terremoti molto forti o molto distanti non è infatti in grado di rispecchiare correttamente l’energia liberata. Per questo motivo sono state sviluppate altre scale di magnitudo.

Anche se vanta la maggiore forza espressiva, la magnitudo momento [Mw] può essere calcolata solo per terremoti con magnitudo a partire da 4 circa. La magnitudo momento è l’unica che non viene a saturarsi neanche con i terremoti più grandi. La scala di magnitudo momento fu sviluppata negli anni Settanta e, analogamente alla scala Richter, va da 0.0 a 9.9. Per coprire la grande quantità di eventi possibili, la scala ha una base logaritmica. Ciò significa che un terremoto di intensità 7.0 libera circa 32 volte più energia di uno di intensità 6.0 e quasi mille volte di più di un terremoto di intensità 5.0.

Intensità dei terremoti

Le conseguenze di terremoti della stessa magnitudo possono variare notevolmente e, a seconda del luogo in cui avvengono, possono colpire essere umani e infrastrutture. Perciò, il vulcanologo italiano Giuseppe Mercalli all'inizio del XX secolo ha ideato la scala Mercalli. Oggi la gravità di un terremoto si determina con la Scala Macrosismica Europea 1998 (EMS-98) rappresentata dai numeri da I (non avvertito) a XII (completamente devastante). L'intensità descrive la forza di un terremoto in un luogo, basandosi sulla dimensione del danno (edifici, paesaggio) e sulla percezione soggettiva dell'osservatore. L’intensità di un sisma dipende dal luogo in cui la si calcola ed è funzione della sua magnitudo, della distanza dall’ipocentro e della geologia (sottosuolo).

Scala Mercalli

Comparazione Magnitudo - Intensità

Localizzazione dei terremoti

Per localizzare il punto in cui si generano i terremoti nel sottosuolo e a livello della superficie si usano i termini ipocentro ed epicentro.

Un ipocentro indica la posizione di un fuoco di un terremoto nel sottosuolo (il luogo dal quale si propagano le onde sismiche) ed è indicato solitamente con profondità e le coordinate geografiche di latitudine e longitudine.

Un epicentro è la proiezione verticale di un ipocentro in superficie (il luogo situato esattamente sopra a un ipocentro) e viene indicato solitamente con le coordinate geografiche di latitudine e longitudine.

Ipocentro e epicentro di un terremoto

Frequenza dei terremoti

Ogni anno vengono registrati con strumenti moderni circa 500 000 terremoti, dei quali circa 100 000 sono avvertiti dall'uomo. Nelle zone altamente sismiche si verificano piccoli terremoti quasi continuamente. I terremoti di maggiore intensità sono meno frequenti, il rapporto è più o meno esponenziale:

Frequenza dei terremoti

Grazie al forte miglioramento degli strumenti, oggi vengono registrati molti più eventi sismici rispetto al passato, sebbene si ritenga che il loro numero sia rimasto grosso modo costante.

Il terremoto scoppiato in Cile nel 1960, di magnitudo 9.5, è l'evento sismico più intenso mai misurato da un sismografo. L'energia sprigionata corrispondeva a circa il doppio del terremoto «Good Friday» del 1964 in Alaska, considerato il secondo in ordine di intensità. Il terremoto del 1556 nello Shaanxi (Cina), nel quale persero la vita circa 830 000 persone, è considerato il più devastante della storia. Tra i dieci maggiori eventi, solo il terremoto del 2004 nell'Oceano Indiano è considerato anche uno dei maremoti con il maggior numero di vittime mai verificatosi. Lo tsunami ha colpito infatti coste molto popolose. Uno tsunami è originato da un terremoto il cui epicentro si trova nel mare e ne scuote con forza il fondo.

Tsunami, 2004 scatenato da un terremoto nell'Oceano Indiano © David Rydevik 2004

Fonti del testo

Informazioni sul Tema

Data di pubblicazione

12 dicembre 2018

Data dell'ultima modifica

11 aprile 2023