Tettonica: struttura della crosta terrestre
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Lo studio della tettonica si occupa dei cambiamenti di forma delle rocce, vale a dire la deformazione delle rocce. La tettonica svolge una funzione di collegamento tra i diversi ambienti che interessano le scienze della terra (sedimentologia, petrologia, geofisica, meccanica delle rocce, ecc.) e sulla base delle distribuzione regionale delle rocce e della struttura interna delle singole unità permette di trarre conclusioni riguardanti la storia della formazione delle montagne.
Il punto di partenza comune a tutti i lavori tettonici è la raccolta e la rappresentazione delle superfici di discontinuità, delle pieghe e di eventuali deformazioni particolari presenti nelle singole e fra le varie formazioni o unità tettoniche (molassa, flysch, Schuppenzone, falde, ecc.).
Questo avviene per mezzo della cartografia sul terreno (inclusa l'acquisizione della posizione spaziale delle rocce tramite la bussola da geologo), dell'analisi spaziale dei dati ricavati da sondaggi trivellati e tramite analisi geofisiche e microtettoniche.
Dopo essere stati raggruppati, i dati raccolti possono essere poi rappresentati in carte, profili, modelli tridimensionali e diagrammi. Le descrizioni dettagliate sulla geologia strutturale assumono un ruolo dominante nei progetti di costruzione nelle rocce (gallerie, caverne, cave, miniere, ecc.) e nella previsione dei rischi naturali (frane, scoscendimenti, smottamenti).
Fondamentalmente si osservano due comportamenti distinti di deformazione. In condizioni fragili di deformazione le rocce si rompono a causa di un sovraccarico (la resistenza delle rocce è superata), e si formano delle superfici di frattura e di scorrimento. In concomitanza con questo processo possono avere luogo dei terremoti. Questo comportamento si verifica nella maggior parte delle rocce a temperature inferiori a 300-400 °C. A temperature e profondità maggiori si osservano dei meccanismi completamente diversi. La roccia comincia a «scorrere» e a «fluire» (deformazione duttile, plastica) e non si deforma più lungo singoli piani, bensì all'interno di zone più ampie.
Nelle montagne del Giura dominano deformazioni fragili, mentre nelle falde penniniche sono state riconosciute numerose zone deformate in modo plastico. La deformazione ed il movimento delle varie unità litologiche sono connesse alle forze agenti a livello globale che trovano origine nella tettonica a placche. Queste forze causano dei fenomeni estensivi e compressivi nella crosta terrestre. Durante la formazione delle Alpi gli ambienti deposizionali marini della Tetide, originariamente confinanti, sono stati compressi, piegati, e sottoforma di falde sovrimposti gli uni agli altri.
Fonti del testo
- swisstopo, Landesgeologie (2010): GeoKarten500, GeoCover
Fonti dei dati
- swisstopo, Landesgeologie (2010): GeoKarten500, GeoCover
Proprietari dei dati: Ufficio federale di topografia (swisstopo)
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